Mamma, anche le rondini sognano?

Quando ho preso ieri, per la prima volta tra le dita, questo capolavoro di delicatezza e scoperta, in realtà ero entrata in libreria per respirare storie nuove, parole mai dette, per cercare in qualcosa di scritto una pace interiore che a volte mi sfugge. Sono uscita dopo una buona mezzora, con in mano due libri di meditazione e questo per Ludovica e come sempre, per me.

In effetti, quando scelgo un libricino per lei, poco più che treenne, è sempre una scelta per entrambe. All’interno del nostro momento di lettura, ogni sera, io come mamma e in qualità di ex bambina, ricerco sempre, accanto a lei e attraverso la sua percezione, un dono anche per me, da condividere con lei.

Questa volta mi sono imbattuta in Sandra Dema e Anna Curti, illustratrice torinese, da oltre 30 anni. Lei adopera caparbiamente matite e pennelli, collage e china, senza far uso della tecnologia.

L’immagine del palloncino rosso e dell’uomo dei palloncini, fanno riaffiorare alla memoria due capolavori per l’infanzia, “Le ballon rouge” di Albert Lamorisse, cortometraggio del 1956, raro esempio di cinema a misura di bambino, pellicola di poesia e denso di citazioni, che se vi siete persi, per qualche strano caso, vi consiglio di correre a cliccare almeno qui.

Altra evocazione è “L’uomo dei palloncini”, edito da Topipittori, di Giovanna Zoboli e Simone Rea, che conosciamo bene, noi amanti della letteratura per l’infanzia.

La poesia iniziale, il dialogo tra Uori e la sua mamma, quando ancora nulla è svelato, racchiude in se tutta la forza di questo albo illustrato.

“I sogni sono come bolle di sapone, si muovono nell’aria senza nome, silenziose e lievi, libere di andare e nessuna nuvola le può fermare..”

“E quando la bolla scoppia, il sogno si avvera?”

“Forse.. bisogna far prendere aria ai propri sogni e crederci tanto tanto”

Sono le parole di una mamma, che vediamo solo nella pagina finale, con uno sguardo dolce e la speranza sul viso, lo stesso sguardo e lo stesso viso che ho visto altre volte, in quelle mamme che sanno che devono assolutamente sperare e mai smettere di sperare, che sanno che il loro bambino non avrà un sentiero  spianato, nel suo viaggio difficile e senza colpe, ma che insegnare a sognare può voler dire insegnare a superare gli ostacoli.

Nel sogno, un cuore rosso che batte e non smette mai il suo tuTUm tuTUm, accompagna Uori in questa avventura, e le lacrime iniziali, nel veder volar via, senza poter corrergli incontro, il suo palloncino rosso, così seduta nella sua conchiglia con le ruote, di fronte ad un mare che si lascia guardare e regala conchiglie e schiamazzi di bimbi come lei, si trasformano in perle trasprenti e salate che cadono negli angoli della bocca.

Nasce un sorriso.

Il suo cuore rosso prende a battere forte e la porta lontano, liberandola dal suo guscio, tra gli sbuffi di panna montata, tra le fronde variopinte, tra le pieghe del manto blu del mare, tra “freschi spruzzi di onde argentate e il palpitare di guizzi veloci”, nell’incanto sommerso dentro anfratti misteriosi, alla scoperta di tesori e di barche coperte di fiori, e sulla città, dove battono cuori ovunque, “come lancette di un orologio che segna il tempo per fare, per correre, per lavorare..”

Uori osserva il mondo in cui vorrebbe vivere, diverso dal suo, fatto di corse e tempo che scorre inesorabile e in questi omini chiusi in scatole di latta e tra i muri delle case, vede dei cuori rossi, cuori che battono, proprio come il suo.

E quando una carezza lieve come il volo di una libellula, la adagia nuovamente nella sua conchiglia con le ruote, questa prende sembianze diverse, si riempie di fiori colorati, ma il suo cuore rosso, appeso ad un filo che non vuol e non deve lasciar andare, è ancora lì, stretto tra le sue braccia e batte forte forte forte.

Il cuore pulsa, “le gambe sentono la vita scorrere e la mano si tende” a voler andare.. andare a vedere il mondo.

Ludovica era silenziosa, ascoltava, non ha mai esitato, ha voluto andare fino in fondo al sogno, nonostante le difficoltà che ha evidentemente incontrato sul significato delle frasi, sulla trasposizione di quello che vedeva dinanzi a se nella sua vita di ogni giorno e sui numerosi vocaboli mai ascotati. La mamma, questa volta ha volutamente lasciato che lei si adeguasse al testo e al senso dell’albo.

Forse perchè la poesia può portare in posti che assomigliano ai sogni e i sogni sono semplici nella percezione di un bambino: sanno di felicità.

 

 

 

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